Omaggio ad Agota Kristof: progetto ispirato dal testo “L’analfabeta”

Prima parte del progetto: velina 

“[...] L’aula di mio padre sa di gesso, di inchiostro, di carta, di quiete, di silenzio, di neve, anche in estate. [...]”

Inchiostro

Banco di legno, calamaio e pennino

Leggo le parole di Agota Kristof e si intersecano i sui ed i miei ricordi. 

Come fondere le sue e le mie emozioni con un gesto?

Inchiostro: materiale, ma come e dove?

Legno: passato.

Gesso.

E l’estate? Oro racchiuso nel bianco della neve; un tempo, parte, non sempre. Trasparenza e luce nel nero: fragilità e profondo sapere

Parole.

 

Seconda parte del progetto: bozzetto

 

[...] Leggo ancora un po’, se ho qualcosa da leggere,

alla luce del lampione, poi, mentre mi addormento tra le lacrime, nascono delle frasi nella notte.

Mi girano attorno, bisbigliando, prendono un ritmo, delle rime, cantano, diventano poesie [...]”

 Parole in ordine casuale, colori della memoria, variazioni di blu, struttura a nido/bozzolo di baco da seta. Un filo unico: continuità della nostra memoria. Filo d’argento spezzato dell’infanzia. Su piccoli fogli, scrittura di frasi e parole. Nucleo d’argento, “roccia blu”. Alone di frasi e parole in via di definizione. Poesia con alcune parole ancora in arrivo dal nucleo.