Armenia

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Valle del Debed, primo impatto con l’Armenia: stretta gola costellata da meravigliosi monasteri medievali fortificati, baluardi difensivi e culla della cultura armena.

Potenti, articolate, essenziali architetture dove il sacro è pioggia dai tetti, terra battuta, vento che spira all’interno e fuoco di candele gialle su pietre nere.

Ma la valle del Debed è anche primo impatto con il degrado ambientale, valle martoriata dai fantasmi di giganteschi impianti minerari: paesi dormitorio in cui la gente combatte per la sopravvivenza.

Armenia: terra tormentata, identità difesa.

Ararat, simbolo irraggiungibile; frontiere rivendicate e contese.

24 aprile: teatri gremiti, offerte di fiori, muto pellegrinaggio nell’anniversario del genocidio di un popolo che ricorda.

Paese spaccato: opulenza nelle vie di Yerevan, nei suoi caffè, nelle automobili e negozi di lusso, nel pullulare di cantieri e locali notturni; miseria nell’abbandono delle valli minerarie, nei paesi devastati dal terremoto, nelle strade dissestate, nei villaggi di montagna.

Armenia: terra tormentata, identità difesa.