Georgia

Torna al viaggio

 

Indescrivibile lo stupore!

Siamo a Tbilisi, prepotente Est, dove tutto è tentativo di sopravvivenza, movimento, suoni, persone, caos, follia, disperazione e creatività.

Birra, vodka, bancarelle di libri, profughi abcasi improvvisati venditori di strada, teatri e gallerie d’arte, antiche case ottocentesche e periferie d’epoca sovietica, religiosità, immobilità di mani che chiedono l’elemosina.

Georgia: monasteri rupestri, grotte scavate nella roccia, monaci eremiti, capelli lunghi e tunica nera, silenzio, terra.

Arroccate chiese, bisbigliate preghiere e antichi canti, mani che sfiorano icone, devozione.

Coltri e muri di neve sulle montagne del Caucaso, Ossezia del sud, fango, viuzze e paesi sconquassati, rottami, abbandono, tristezza.

Georgia: infaticabile disponibilità, fragorose risate, sguardi curiosi, prorompente vitalità.