India Spiti

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7 novembre: ci dirigiamo verso la frontiera a bordo della solita sgangherata e affollata corriera.

Tocchiamo il suolo indiano a Armitsar, culla della religiosità sikh con il suo stupefacente Tempio d’oro. Canti, preghiere, offerte ed abluzionici accompagnano nel periplo della piscina sacra in cui si riflette la cupola d’oro.

Ormai lanciate nella corsa, da tutti definita folle, verso lo Spiti, ci rifugiamotra le braccia di Bima Khali, sanguinaria dea che ci accoglie nel suo tempio di Sarahan, e tra i manicaretti di due divinità in carne ed ossa.

Ma l’inverno incalza! A malincuore ci stratifichiamo nella corriera. Pensavamo che la Karakoram Highway fosse una delle strade peggiori del mondo! Impietrite, occhi sbarrati, gocce di sudore a –5 gradi, osserviamo il baratro che si apre a pochi centimetri dai pneumatici.

Spiti: terra aspra, come ricami i campi abbandonati all’inverno in un perfetto ordine geometrico. Sole nel cielo terso a riscaldare i giorni, fuoco nelle cucine per le gelide notti.

Alte montagne circondano piccoli paesi nel deserto; sui tetti delle case, bianche, rosse e nere, fieno strappato alla terra.

Monasteri arroccati, stupa ornati con bandiere e offerte di arbusti e pietre, “muri mani” custodi di templi, campi e villaggi. Torrenti gelati, acqua preziosa. Animali infiocchettati rientrano, alla sera, lenti, dai magri pascoli.

Ma chi l’ha detto che siamo pazze a voler contemplare tanta bellezza?

Kibber 4205 m.

108 grani scivolano tra le dita o riposano attorno al collo o ad un polso.

Il vento diffonde nell’aria preghiere stampate su bandiere blu, bianche, rosse, verdi e gialle.

Fuoco di sterpi divampa, un pentolone ribolle, un enorme piatto di legno giace nei pressi: inizio di un lento affaccendarsi di donne. Mani che impastano, mani dure e nere, collane di turchese e corallo, visi bruciati dal sole, occhi neri e vivi. Sussurri sommessi, “om mani padme om”, tazze di the, movimento circolare, bambini che giocano o riposano in scialli sulle spalle delle madri. Attorno immenso silenzio.

Cerimonia invernale la “Puja” delle donne al Gompa.