Istanbul

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Treno Udine – Istanbul domenica 26 giugno 2005 ore 16.17

Istanbul martedì 28 giugno 2005 ore10.00

Il predellino di questo treno è la partenza, è il viaggio.

Ci lasciamo trasportare ebbre di felicità in uno stato di incoscienza.

Pochissimeimmagini fino a Belgrado, gli occhi e la mente non registrano; tempo per l’oblio del prima, ci rilassiamo finalmente, cullate nel dolce andare.

È il Danubio che ci risveglia alle prime luci del mattino, limaccioso e denso; il ponte è passaggio, la periferia è Est, è la decadenza che incontreremo ancora, i ruderi di una potenza.

La macchina fotografica nello zaino, nella mente immagini prepotenti; siamo altrove.

Trasciniamo a fatica i nostri bagagli fuori dal vagone-letto in legno anni ’50, prima culla per questo sogno. Bagagli troppo pesanti: ignoranza del viaggiare, impareremo forse e, a poco a poco, lasceremo storie in libri nelle città.

Belgrado: stazione ferroviaria, panchine e pensiline di ferro, sgretolato cemento, biglietteria che rimbomba. Uno sguardo al fuori, due passi a turno: fardello da controllare, insicurezza dell’andare; ritorniamo al binario e, sedute, aspettiamo il Belgrado – Sofia – Istanbul.

Altro vagone letto a proteggere questa partenza e sguardo oltre, incantato, sorpreso, assetato di terra e genti. Lento treno, motrici sbuffanti, attese, spazio, acqua, colline, ruderi e piccoli paesi, campi. Tramonto a Sofia, formaggio e pomodori guardando il nostro quadro in perenne trasformazione, opera d’arte di istanti.

Frontiere da smembramento, pensiero che ricorda l’orrore e si chiede non potendo capire. Ancora e spesso in questo viaggio non capiremo, stratificheremo impressioni e conoscenza, chiariremo e rettificheremoinformazioni.

Necessaria lentezza del partire, attraversare, percorrere, distanza percepita, assaporata, verso Oriente.